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Lucia sul flickr di Omero
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Lucia Pappalardo

XIX secolo. Notte di luna piena. Una carrozza esce di strada davanti a un isolato castello della Stiria austriaca. La casa appartiene al Generale Pappalardo che accortosi del clangore del veicolo caracollato contro il suo cancello accorre in giardino. All’interno della carrozza trova una fanciulla priva di sensi. La ragazza non ha più memoria del passato, il Generale la accoglie. Il maturo signore si accorge che la giovane, alla quale ha dato il nome di sua madre, Lucia, ha strane abitudini, si desta molto tardi, odia i canti religiosi e sembra non subire i mutamenti dovuti al passare del tempo. Il Generale però le si affeziona, la tratta come una figlia e le insegna ciò che sa di letteratura e arte. Di Lucia Pappalardo si perdono le tracce alla morte del Generale, di cui fu nominata unica erede. È quasi certo che si sia liberata del castello e che nel XXI secolo abbia acquistato un bilocale a Monteverde. Molti giurano di averla incrociata nella facoltà di Ingegneria, alcuni giornalai del centro di Roma sono sicuri di averla vista per almeno tre anni tutte le mattine all’alba entrare negli edifici del Sole 24 Ore, negli studi di Radio 24. Altri l’hanno avvistata nei pressi di San Giovanni, con una telecamera, perennemente alle calcagna di una donna incinta, per girare un documentario intitolato Fla e Adriano. Alcuni articoli a sua firma appaiono su un mensile per teenager, “Kiss Me!”, altri sull’allegato di un quotidiano nazionale, Affari e Finanza di “Repubblica”. Prima di dileguarsi ha spedito un suo racconto alla Omero Editore che lo ha inserito nell’Antologia Fantareale.

Bibliografia

Fantareale. Nuova antologia del racconto fantastico, Omero
Voglio scrivere! (135 big mi dicono come), Omero